Calorimetria e impedenziometria: gli strumenti del dietologo

L’accurata determinazione del dispendio energetico di un individuo è spesso importante in pratica clinica, sebbene altrettanto frequentemente sia una misura di fatto ignorata. La calorimetria indiretta (CI) fornisce una delle più sensibili e accurate rilevazioni non invasive del metabolismo basale (il consumo energetico che ognuno di noi ha nelle condizioni di massimo riposo). Il consumo energetico totale di una persona nell’arco della giornata include, oltre al metabolismo basale (l’energia utilizzata per il mantenimento delle funzioni vitali a riposo), anche l’energia consumata in attività fisica e quella consumata durante l’attivazione del metabolismo in seguito ai pasti (termogenesi indotta dalla dieta).

In seguito ai vari processi di produzione energetica, i nutrienti vengono degradati ad acqua, anidride carbonica e calore (in presenza di ossigeno). Tramite il calorimetro è possibile analizzare l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica rilasciata dall’organismo, calcolando indirettamente l’energia prodotta: il Paziente respira per alcuni minuti nel casco di cui la macchina è dotata, la quale rileva il contenuto dell’aria inspirata ed espirata e produce il calcolo finale.

Il risultato finale sarà un numero intero di calorie (ad esempio 1348 Kcal) che indica quanta energia serve all’organismo per sostenere il proprio metabolismo basale. Tale dato è ottenibile anche con delle formule teoriche molto accurate, ma conoscere con precisione il vero dispendio energetico di una persona si rivela molto utile sia per indicare il regime alimentare migliore, sia per monitorare l’andamento dietetico, sia in molteplici condizioni cliniche patologiche.

Oltre a conoscere quanto consuma l’organismo, in clinica e nello specifico in nutrizione umana è sempre di notevole importanza misurare e monitorare la composizione corporea. Quanta acqua, quanti muscoli e quanto tessuto adiposo caratterizzano l’organismo? Il peso corporeo di per se’ può rivelarsi limitante e spesso addirittura fuorviante nel corretto approccio medico-nutrizionale al Paziente, in quanto a parità di peso il fisico può caratterizzarsi per sottocomponenti di massa metabolicamente molto differenti e, di conseguenza, rispondere in modo molto differente agli stimoli sia interni (salute e malattia) che esterni (dieta, attività fisica, farmaci, ecc…). Un ottimo strumento per ottenere tali informazioni, rapido ed efficace, è il bioimpedenziometro. Simile ad un elettrocardiografo, grazie all’applicazione di due elettrodi sulla cute della mano e altrettanti su quella del piede, in pochi secondi legge i due parametri del nostro organismo influenzati dalla sua composizione: resistenza e reattanza. Incrociando tali parametri all’interno di formule di calcolo validate, il software della macchina restituisce i dati di massa (magra, grassa, acqua) indicando inoltre se i valori rientrano o meno nella normalità per sesso, età, altezza e peso totale. Grazie a queste preziose informazioni, la condizione corporea del Paziente può essere ben valutata  dal punto di vista clinico e monitorata nei suoi cambiamenti causati da modifiche dello stile di vita, da patologie o da farmaci.